mercoledì 5 dicembre 2007

periodo accio

periodino del cactus e insofferenza verso chiunque. accendo la tv e i programmi sono per deficienti,persino le ricette di nonna pina e le rubriche di motori sembrano fatti su misura per dei lobotomizzati. si fa satira sul prezzo del pane poi clic ecco la pubblicità sull'ultimo modello di automobile che è dotato di navigatore supermegaultra che segnala anche quando devi sterzare in curva sennò vai dritto nel fosso. una presa per i fondelli unica. sto aspettando con ansia il natale:non perchè mi piace,anzi. lo odio. ma così tanto che rinnego anche la mia infanzia felice vissuta nell'ignoranza,che godeva della sorpresa dei doni. rinnego la magia di quell'atmosfera di attesa,della festa familiare. oggi che mi è preclusa ogni tavolata familiare per mancanza di protagonisti e ogni dono per mancanza di soldi, non mi è rimasto nulla di quella innocenza,quindi nulla da festeggiare. ma una cosa rimpiango: la mancanza assoluta di solitudine in quei giorni,anzi il gran casino dei giochi da tavolo e degli abbracci affettuosi a destra e manca.finto entusiasmo? vabbè può essere. ora è molto peggio però.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma quale Natale, ma fatemi il piacere! Sentite a me, non ne parliamo proprio più, facciamo finta di niente. Non è più la nostra cara e bella festa d'una volta; è di plastica colorata. Non so con quale meccanismo subdolo, ma piano piano è diventata la festa dei commercianti. La TV per prima ci ha fatto il lavaggio del cervello.
Inutile dire che siamo liberi di non dar retta a quanto quotidianamente, a partire almeno da una paio di mesi prima, ci propinano. Se non lo facciamo, se non compriamo almeno un regalo per ciscun membro della famiglia fino al terzo grado, per ciascun amico più o meno prossimo, la moltitudine dei nostri simili, che in quei giorni si aggira con visi che hanno l'espressione dei morti viventi, davanti alle vetrine e nei supermercati, ci additerà come pecore nere della famiglia, disadattati, asociali, spilorci.
E invece siamo soltanto fra quei pochi che si son voluti riprendere la loro libertà.